Articoli con tag “sociopatia

mi raccomando vieni elegante.

son stato via lo scorso finesettimana dovevo presenziare a un evento, la signorina mi ha detto mettiti elegante.

e c’è questa cosa dell’eleganza che per gli uomini è facile, un paio di pantaloni una camicia una giacca e in qualche maniera si fa. poi ultimamente anche se per gli uomini sarebbe abbastanza facile vestirsi eleganti vedo in giro di quelle cose, risvoltini, caviglie di fuori, mocassini scamosciati verdi e arancioni, camicie trasparenti, capigliature brutte, secondo me sono confusi.

insomma ero via lo scorso finesettimana ero in spagna e in spagna a giugno ci sono trentacinque gradi abbondanti e siam partiti alle cinque del pomeriggio per andare a questo evento. gli uomini eravamo vestiti, a parte quelli confusi, eleganti chi col completo chi con lo spezzato, normali insomma. tutti indistintamente imbarazzati dal fatto che ancora prima di arrivare all’evento stavamo sudando e puzzando vistosamente.

le donne invece son partite vestite che secondo loro erano eleganti, e invece solo alcune erano eleganti, mentre la maggior parte eran combinate in una maniera che non si capiva se erano uscite fuori da un video degli abba o se avevano appena smontato dal turno di notte al lampione in pontebbana. comunque sia erano tutte mezze nude e stavano belle fresche nonostante i trentacinque gradi.

poi verso seretta è andato giù il sole, ha cominciato a fare fresco e cosa è successo, è successo che gli uomini si toglievano la giacca e la mettevano sulle spalle della loro compagna, che giustamente era lì mezza nuda, cominciava a fare fresco, era infreddolita. e il resto della serata andava avanti così, che c’erano degli uomini che avevan passato il pomeriggio a sudare perchè eran costretti a vestirsi eleganti col completo a giugno, e ora erano lì in maniche di camicia a farsi prendere il cagotto mentre le donne, che si erano tenute belle fresche tutto il pomeriggio mezze nude ora stavano lì avvolte al caldino in una giacca da uomo taglia cinquantadue.

e bisogna proprio ammetterlo, non esiste niente di più elegante di un uomo in camicia slim fit con la panza gonfia e una donna infagottata in una giacca più grande di lei.

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ho risolto il problema dei vegani.

-e quindi, se ho capito bene, il motivo per cui non mangi alimenti di derivazione animale è essenzialmente etico.

-sì. e non solo non mangio alimenti di derivazione animale, ma neanche li uso per vestirmi. niente lana, niente pelle.

-il problema è il maltrattamento degli animali, giusto?

-sì certo. vengono uccisi e non va bene.

-beh dai, non sempre. per ricavare la lana mica uccidono le pecore, le tosano soltanto. e il miele, non mi pare che le api vengano uccise.

-sì, certo. ma comunque anche loro sono costrette a delle condizioni di vita non naturali e subiscono un trattamento brutto.

-ok, ci sono. però aspetta un attimo. non ti vesti di pelle e lana, ma qualcosa addosso te la dovrai pur mettere. ti capiterà di andare a comprare vestiti da eichenem o simili, vero?

-eh sì, per forza.

-e immagino tu sappia benissimo che quelle catene sfruttano manodopera asiatica, con persone costrette a condizioni lavorative inumane, sottopagate, e tutto perchè noi si possa comprare le magliette a quattro euro l’una.

-sì sì, ma tutto sommato chissenefrega. a me importa degli animali, non degli esseri umani.

-e allora, secondo me, volendo, i vegani un pochino di carne potrebbero anche mangiarla.

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il prossimo paga per tutti.

ho fotografato un matrimonio, recentemente. ogni tanto mi capita.

sto facendo la postproduzione, che devo consegnar le foto, anche questa volta mi accorgo che una foto ogni tre che ho scattato c’è qualcuno con un cellulare in mano.

ora, io vi avviso, la prossima volta che esco a fotografare un matrimonio, giuro che lo faccio apposta di fotografarvi solo mentre avete un telefonino in mano.

così poi magari vi accorgete anche voi, in che mondo stiamo vivendo.

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grazie.

la scorsa settimana è passata qua in studio una nostra collaboratrice abbiam fatto recentemente un lavoro per un cliente stavamo parlando è saltato fuori che questo cliente le ha scritto un’email per ringraziarla del lavoro svolto.

beh mi son commossa, fa sempre piacere quando qualcuno si rende conto delle robe che hai fatto per lui e perde due minuti per dirti grazie, non capita mica spesso.

immagino. a me non ha mandato nessuna email di ringraziamento. in effetti, le ho detto, a me non è mai capitato che un cliente mi scrivesse per ringraziarmi. tornano quasi tutti quasi sempre a far altri lavori, che si trovan bene a lavorare con me. ma mai uno che si sia sentito in dovere, oltre che di pagare, anche di scrivermi una lettera di ringraziamenti, di complimenti.

ma dai, sul serio?

sì. ma credo sia colpa mia, che sono un po’ un orso. al mio socio l’anno scorso invece gli è capitato. che lui secondo me piace di più alla gente. ha fatto un lavoro per una ditta, è venuto bene, a fine lavoro gli han mandato una lettera piena di complimenti e di ringraziamenti, gli hanno pure fatto un regalo.

ma dai.

sì. solo che poi quest’anno il lavoro l’han fatto con un altro fotografo che costava di meno.

grazie


brevissimo colloquio con un uomo schifoso.

ieri sera mi son trovato su un terrazzino a far due chiacchiere veloci con un amico.

e siccome era qualche giorno che non ci vedevamo ci stavamo aggiornando sugli eventi recenti. che le ultime settimane son state un po’ rocambolesche.

a noi maschi ogni tanto piace questa cosa del trovarci lì due minuti su un terrazzino a tirar le somme della vita guardando il tramonto, quella situazione da eroi cinematografici sopravvissuti ad un’ora e tre quarti di film americano spara e picchia duro.

e insomma eravamo lì come due bruce willis a far chiacchiere veloci, non c’era il tempo per fare analisi approfondite, che ci sarebbe voluta una serata intera ma ormai siam disabituati a far queste cose noi maschi sopravvissuti è tutto un cavarsela da soli, l’amico del cuore cui confidare i problemi ci suonava già male ai tempi delle superiori, figurati ora che abbiam quasi quarant’anni. e quindi, per tirar le somme, ad un certo punto dicevo una cosa come guarda io ce l’avrei anche una condotta da seguire, un modo mio per star tranquillo. solo che a forza di guardarmi intorno e veder situazioni brutte e logorate, ad un certo punto mi sento come il vecchio che si infila in contromano in autostrada e si incazza perchè son tutti che vanno dalla parte sbagliata.
e il mio amico mi ha guardato mi ha detto beh io ci son dei giorni che vorrei una bella lobotomia.
sì?
sì. farmi lobotomizzare, con il rivolo di bava e tutto il resto, non capire un cazzo, non vedere le cose. andare in giro contento.


questo fine settimana non si va a mangiare la pizza.

mi è arrivata una raccomandata son dovuto andare a ritirarla in ufficio postale fare una coda di mezz’ora era un avviso dell’agenzia delle entrate.

dice questo avviso dell’agenzia delle entrate che nel modello unico del duemilaetredici son stati fatti degli errori che devo dare loro dei soldi e che bisogna che li paghi entro trenta giorni questi soldi che devo allo stato, altrimenti potrei ricorrere in sanzioni. e che però, volendo, posso anche fare richiesta per pagarli a rate.

ventuno euro e cinquanta centesimi.

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che poi magari esplodo.

quando mi vedete che faccio il puro, che mi vien l’odio a vedere le coppie che si tradiscono, o perchè mi stanno strettissime le dinamiche di sottomissione familiare, quando vado in bestia perché non riesco ad accettare che il lavoro arrivi solo nelle mani di chi ha il papà giusto, l’amico giusto, il culo giusto da leccare, quando vado via di testa perché vengono considerate più elevate socialmente le persone piene di debiti con le banche, che evadono il fisco, che lasciano a casa famiglie per far fallire aziende e girano comunque col macchinone, quando mi vedete incattivito perché dico che mi sento circondato e che non capisco più cosa devo fare per tirare avanti senza farmi venire un fegato grosso così, ecco, quando faccio il puro non dovete pensare che faccio il puro perchè son nato ieri e son troppo scemo per capir come funziona la vita. faccio il puro perché sono in giro da abbastanza tempo e ho visto tanta tanta tanta di quella roba brutta che magari non mi considero infallibile, ma diciamo che un’opinione sulla gente che vedo girarmi intorno me la son già bella e fatta.

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