Ultima

figura retorica.

mi han detto eh però cheppalle che siam sempre l’ultima ruota del carro.

no, gli ho detto io. non l’ultima ruota del carro. hai presente invece quei carri che trasportano i carichi di letame in giro per le campagne?

eh.

bene. quei carri che son sempre belli pieni, ogni tanto capita che casca giù dal carro dei pezzi di letame, quei pezzi restano poi lì lungo la strada. ecco siete quella roba lì.

cito testualmente pt.III

ogni volta che vi vedo insieme, ma proprio tutte le volte eh, sono lì che vi guardo e penso: diobono speriam che lei non lo lasci.

cito testualmente pt.II

in effetti non è che io possa consigliare il mio stile di vita, potrebbe distruggere una persona normale. non è uno scherzo e vi dirò come faccio a saperlo: attorno al 1980 decisi di farmi fare un ricambio completo di sangue – sapete, lo stesso processo che si dice si sia fatto fare keith richards. un’idea con una certa logica, visto che ottieni istantaneamente sangue fresco e incontaminato senza che il tuo corpo debba attraversare lo stress di una disintossicazione. così io e il mio manager andammo da un dottore che mi fece qualche esame del sangue e ritornò con cattive notizie.
“devo dirle una cosa”, mi disse. “del sangue puro potrebbe ucciderla.”
“che cosa?”
“lei non ha più sangue umano nelle vene. e non può nemmeno donare sangue. se lo dimentichi, il suo sangue ucciderebbe qualsiasi persona normale, da quanto è tossico”.

lemmy e janiss garza, la sottile linea bianca (autobiografia) – 2004, Baldini Castoldi Dalai Editore 304 pagine, 14 €

in confidenza.

ho scoperto la masturbazione a nove anni.

in una maniera che ogni volta che ci ripenso mi vien da ridere, perchè nel mio immaginario collettivo la masturbazione è una cosa che magari la scopri perchè ti passa l’informazione qualche amico.
invece io non ne sapevo niente. nel senso, sapevo della sua esistenza, ma non sapevo nulla sulla procedura.

era un pomeriggio qualsiasi stavo facendo dei compiti di scuola avevo lì il vocabolario ad un certo punto mi son messo a cercare le parolacce. quando son capitato sulla definizione di orgia ho sentito tutto un caldino in basso, tutta un’agitazione, ed è stato lì che son diventato un ometto.

quando poi mi son reso conto che era un passatempo divertente e soprattutto che era gratis, non mi son più fermato, mi ci sono appassionato.

e a nove anni usar la fantasia non è mica facile, cosa ti vuoi immaginare che non sai nemmeno bene come è fatta una donna, ho preso dimestichezza sin da subito coi supporti visivi.
la pornografia vera e propria era chiaramente fuori portata, bisognava che mi arrangiassi un po’ con quel che trovavo. la principale fonte di ispirazione era il postalmarket, poi andavano bene anche le pagine delle pubblicità di intimo sulle riviste che giravano per casa.

comunque era una vita mica tanto facile. la voglia era tanta ma le risorse, che altro non erano che foto di modelle in mutande e reggiseno, erano parecchio limitate sia nella quantità che nell’accessibilità.

e infatti quando poi son diventato grande e a parte la masturbazione ho cominciato  anche a fare del sesso con le morose, le mie prime due morose, prima una poi l’altra eran concordi nel sostenere che secondo loro ero sessuomane.
sarebbe a dire che volevo ciulare troppo.
e a me sembrava strano, anche perchè avevo alle spalle tutti quegli anni di fantasie sulle modelle in mutande e reggiseno stampate su carta, avevo idea che fosse cosa sana e naturale recuperare gli arretrati con una donna vera.

ieri sera son passato a trovare un amico, e lui tra le altre cose che fa per lavoro organizza i doposcuola per i ragazzi delle scuole medie. sono entrato nel suo ufficio mi son seduto a far delle chiacchiere lui era lì che intanto trafficava con un computer portatile ad un certo punto si è incazzato porcocane ancora youporn.
come scusa?
è il computer di uno dei ragazzi del doposcuola, stavo provando a bloccar l’accesso ai siti porno ma non ci riesco.
ah, capito. io probabilmente sarei morto.
eh?
no, dico, se quando avevo undicianni mi lasciavano per le mani un computer tutto mio con l’accesso a internet, con la pornografia gratisdata che c’è ora, è facile che mi sarei ammazzato di seghe. e per ammazzato intendo proprio come trovato morto nella mia cameretta.

romanticherie.

quanto sarebbe bello

se io e te

ci fossimo conosciuti su una piccolissima isola deserta

dopo una gran mangiata di ostriche e frutti di mare afrodisiaci.

firulì firulà.

questa mattina è festa ma lavoro lo stesso che non c’è tempo da perdere per realizzare i mirabolanti progetti che ho in testa, stare a casa a far niente non si può.

non c’era in giro nessuno in questo mattino di festività tutto deserto ho parcheggiato la macchina in centro vicino la stazione.
e mentre stavo camminando verso l’ufficio mi ha preso tutto un buonumore strano inaspettato, che ultimamente ho anche poco da stare allegro, ero contento mi son messo a cantare una canzone che mi è venuta in mente, ma non cantavo piano, son partito a cantare con voce tonante
gli anni settanta/avrei lasciato tutto per seguire un corso di campana tibetana/con il mio cane e l’amaca.
un testo e musica di samuele bersani liberamente tratto dall’album freak del 1994.

e niente, stavo cantando questa cosa, molto forte, mi son girato un attimo per guardar la strada prima di attraversare c’era una suora che mi stava passando vicino mi ha guardato è scoppiata a ridere.

lì così per non far brutta figura ho tirato dritto, che avrei anche continuato a cantare tutto il resto della canzone. solo, non mi ricordavo il testo come continuava, sono andato avanti a cantare con la mia voce tonante piru piru piru pereppè firulì firulà e ho attraversato la strada.

cito testualmente.

infatti abbiamo questo male noi del ricco ovest, che siamo copie edulcorate di una povertà che sopravvive come incubo della nostra coscienza a cui ogni tanto lasciamo un qualche metro quadrato di schermo su cui potersi proiettare, ma per il resto siamo solo degli emeriti ipocriti che di quella povertà ne vogliamo fare a meno a ogni ora del giorno. per questo non possiamo avere la voce giusta, e soprattutto non possono avercela coloro che più di ogni altro la vorrebbero avere. cioè i giovani. perchè sono come le star televisive che si gonfiano le labbra le tette e il culo. le vedete le ragazze nere? loro le tette le labbra e il culo ce li hanno così per natura, voi invece dovete andare da un chirurgo. non crediate che questo non si noti anche nella voce, o nel timbro della voce, o in quello che la voce dice, perchè fareste un errore madornale.

citazione tratta da baltica 9 – guida ai misteri d’oriente, edizioni laterza 10,oo euro, scritto da daniele benati e paolo nori.

questo pezzettino qui, così a occhio, scritto più da benati che da nori, ma potrei anche sbagliare.

che è un pezzettino che preso così è bello fino a un certo punto, diventa poi bello quando più avanti nel testo si scoprirà che ce l’ha coi rapper italiani.

sono una brutta persona pt.II

non sopporto i regali obbligatori. mi piace da matti fare e ricevere regali quando viene spontaneo farli in momenti casuali, odio quando bisogna farli perchè è usanza.
le feste comandate, se vi piace farvi comandare fate pure, a casa mia comando io.
il compleanno c’è voluta una vita ma alla fine ce l’ho fatta, riesco a farlo passare inosservato. natale è quello che sopporto meno di tutti il massimo che arrivo a fare è mandare un’email con un augurio un po’ dissacrante e poi sparisco fate un po’ quel che vi pare se vi dimenticate di me meglio se poi non resistete e mi mandate il messaggio di auguri sul cellulare, state tranquilli che non avrete risposta.

e questo con l’argomento del post non c’entra niente non è il tema è solo l’antefatto, non c’è niente da dire al riguardo se non: voi fatevi tutti i regali e gli auguri che volete fate benissimo nessuno vi vuol giudicare io invece sono una brutta persona e va bene così.

l’argomento che mi sta a cuore è un altro e vado ora ad illustrarlo. dicevo appunto che compleanni e natali ho fatto della fatica c’è voluto del tempo ma a forza di dagli e dagli ci son riuscito mi son fatto il vuoto intorno. solo, ci son poi delle piccole falle, non son riuscito ad arrivare proprio dappertutto.

che se ero infallibile a quest’ora ero il capo del mondo mica stavo qui a menare tanto il torrone.

per dire, natale dello scorso anno arrivo a bergamo mia mamma mi consegna un pacchetto mi dice questo te lo fa avere non mi ricordo più quale amica o lontana parente. ecco. apro, lettere contro la guerra, tiziano terzani, edizioni tea 2004. potresti chiamare per ringraziare. sì potrei ma non chiamo. comunque bello. mai letto, mollato in camera mia vecchia a bergamo.
poi, sempre per dire, in un periodo successivo al mio ultimo compleanno passo dai miei a bergamo, di nuovo mia mamma prendi questo te lo manda la rosina. che è un’amica di famiglia non la vedo saranno otto anni. potresti chiamare per ringraziare. mamma, ancora? apro, la fine è il mio inizio, tiziano terzani, edizioni tea l’anno non lo so ora non ce l’ho sotto mano, che quella volta ho detto va bene me lo porto a casa a vittorio veneto poi magari lo leggo. è finito in libreria, mai aperto. due giorni fa arrivo a bergamo dai miei per natale, oggi è venuto a pranzo il moroso di mia sorella, povero cristo ci siam visti poche volte ancora non ha capito che sono una brutta persona, non poteva saperlo, è arrivato con un pacchetto contenente una bottiglia di vino buono che l’ho aperta poi subito l’abbiam bevuta a pranzo e buonanotte signor lenin, tiziano terzani, edizioni tea 2009.
bravo grazie, ma gli ho detto fammi una cortesia grande non azzardarti mai più a farmi dei regali, per favore.

ora, sto cazzo di tiziano terzani, si può sapere cosa vuole? ne parlavo casualmente un paio di mesi fa con un mio collega fotografo, mi diceva che è un giornalista, molto bravo, morto di una brutta malattia, molto appassionato di asia, che ha sempre fatto il corrispondente dagli esteri, un figo, mi diceva questo mio amico fotografo, scrive anche molto bene piace a tutti.
ma dai, gli dicevo io, eh sì mi diceva lui.

però lo stesso, questi libri che siccome piacciono a tutti allora la gente li regala a colpo sicuro perchè poi di sicuro piacciono anche a me, mi viene una tristezza, non mi viene neanche voglia di sapere cosa ha da scrivere tiziano terzani.
adesso è una certa ora son qui nel letto che sto leggendo dei libri che mi son comprato, ne leggo uno dietro l’altro in questi giorni di vacanza a casa dei miei che quando son tranquillo e ho del tempo riscopro il grande piacere della lettura, son qui nel letto nella mia vecchia camera mentre giravo pagina mi son guardato intorno mi è cascato l’occhio sui libri miei che son rimasti qui, lettere contro la guerra, tiziano terzani, edizioni tea 2004.

e va bene, basta coi pregiudizi basati sul nulla adesso vediamo. l’ho preso su ho letto le prime tre pagine. comincia, questo libro, con la faccenda dell’undici settembre lo sappiam tutti le torri gemelle gli aerei l’attentato. e tiziano terzani comincia questo libro, dice sostanzialmente, parafraso, che si sta facendo i cavoli suoi lo chiama un suo amico gli dice accendi la televisione lui accende in tempo per vedere il secondo aereo che si schianta sulla seconda torre, gli vien da pensare, cito, pearl harbor, questa è una nuova guerra.
ma dai. pure io mi ricordo ho fatto un pensiero simile, ho pensato quella volta, bon è fatta adesso scoppia la terza guerra mondiale e siam ciavati.
e dopo? e dopo tiziano terzani scrive che sta delle ore a guardar la cnn veder cosa succede poi, cito di nuovo testualmente, uscii a fare una passeggiata nel bosco. mi ricordo con quanto stupore mi accorsi che la natura era indifferente a quel che succedeva: le castagne cominciavano a maturare, le prime nebbie a salire dalla valle. nell’aria sentivo il solito, lontano frusciare del torrente e lo scampanellio delle capre della brunalba.
fine della citazione testuale e poi va avanti a scrivere delle cose così.
credo, che vada avanti così, perchè io non son mica riuscito ad andare oltre.

a crismas carol pt.II

è da molto che non scrivo, è per via del fatto che ultimamente con il mio lavoro di fotografo ci sono dei problemi, c’è la crisi, lo studio dove lavoro ci sono in piedi di quei disastri allora son tribolato. tribolato vuol dire che va ben la crisi dello studio dove lavoro, che la crisi ultimamente ce l’hanno addosso tutti, ma mica posso stare qui ad aspettare di veder la nave che affonda. quindi ho dei progetti in testa, delle cose mie fotografiche, adesso è prematuro parlarne però insomma tutte queste cose, ho la testa che macina in una direzione soltanto, certi giorni arriva ad essere snervante, trovare anche le forze per scrivere è una cosa in più.

poi, volevo approfittare per raccontare, una settimana fa nel bel mezzo di tutti questi macinamenti fotografici è arrivato anche un deficiente a dirmi che secondo lui non ho passione per la fotografia. me l’avesse detto in un altro contesto storico avrei anche abbozzato, ma venire a dirmelo in questo periodo qui è stata una di quelle occasioni della mia vita in cui mi è venuta seriamente voglia di menar le mani. ma ci vuol pazienza con certa gente.

poi ora è natale, il natale se fosse per me continuerei tranquillamente a macinare con la testa, a programmare le cose che devo tirare in piedi nei prossimi mesi, che del natale da quando ho raggiunto l’emancipazione mentale non è che me ne sia importato più molto. e invece, pausa. che il natale lo passo coi miei genitori mia sorella a bergamo, questi giorni son fisicamente lontano dai progetti dai macinamenti mentali, e allora mi riposo la testa. ho comprato anche dei libri da leggere che ho del tempo per leggere. prima ero sul divano dei miei genitori, ozy che mi russava tra i piedi, stavo leggendo questo libro si chiama autobiografia della mia infanzia, ugo cornia, edizione 2010 topipittori dieci euro lo trovate in tutte le migliori librerie. e ugo cornia ha scritto dentro questo libro una cosa bellissima della sua infanzia che appena l’ho letta mi son venuti in testa tutti dei ricordi della mia, di infanzia. che questa cosa me l’ero completamente dimenticata e invece era proprio così, quando da piccoli andavamo al cinema coi genitori succedeva spesso una cosa che adesso sarebbe impensabile e invece a quei tempi era davvero normale, arrivavamo al cinema che il film era già cominciato da un bel pezzo, o stava addirittura per finire, entravamo in sala e ci sedevamo col film che stava finendo, guardavamo il finale. poi si riaccendevano le luci dopo dieci minuti il film ricominciava daccapo e vedevamo la parte del film che ci eravamo persi prima. quando arrivava il punto del film dove avevamo iniziato a vederlo, se era un bel film lo riguardavamo fino alla fine, altrimenti ci alzavamo e andavamo via.

non va bene per niente.

ho scoperto in queste settimane, se può interessare, che faccio questo mestiere il fotografo essenzialmente per sentirmi dire che son bravo. quando faccio i lavori poi li consegno che poi mi pagano anche, il fatto che poi mi paghino non è certo indifferente. però quando mi pagano quando consegno i lavori devo anche sentir dire che son bravo. se no tanto vale che andavo a lavorare in catena di montaggio. con tutto il rispetto per chi lavora in catena di montaggio, che ci ho lavorato pure io in catena di montaggio, mica parlo tanto per parlare.

non so, sarà una roba stupida quanto diavolo vi pare, ma se non mi dicono che son contenti delle foto che ho fatto, allora non va bene per niente.

poi ora sono anche un po’ ubriaco, magari non conta.

ieri mi han chiamato per fotografare un concerto, sono andato per far due chiacchiere, veder se la cifra che chiedevo andava bene. ho chiesto anche poco. che coi tempi che corrono meglio volar bassi.

mi han scritto un’email oggi, mi han scritto così. che anche lì, almeno telefonami. mi han scritto
La proposta che ci hai fatto è molto interessante ma non rientra nei nostri programmi attuali farci un servizio fotografico professionale.
Se in futuro avremo questa esigenza ti contatteremo.
Grazie per la disponibilità.

ho pensato, ma se non volevate fare un servizio fotografico professionale, cosa mi avete chiamato a fare? andavate al dopolavoro ferroviario, un pensionato che vi faceva due foto gratis lo trovavate, secondo me.