chest pain waltz pt.IV

io vivo col nervosismo. che ci son delle volte il nervosismo mi entra nel corpo, comincia a spaccare tutto quello che trova.

ai tempi delle superiori facevo il liceo classico andavo in giro a scrivere nei bagni, col pennarello indelebile, hysteria magistra vitae, ora questo non c’entra ma mi è venuto in mente.

il nervosismo non saprei stare senza mi serve per fare le cose. per dire, le fotografie, senza il nervosismo, non riuscirei a farle bene. che ho lavorato con diversi fotografi, con diversi studi fotografici, quando stavo bene, che era tutto tranquillo, tutto filava liscio, facevo delle gran foto di merda. inguardabili, proprio. quando invece sto male, a fotografare, che son tormentato, dei capolavori.
poi ci son delle volte che il nervosismo non riesco a farlo andare dalla parte che vorrei, si trasforma in panico. quando ho un problema che non riesco a risolverlo, comincio a pensare solo a quel problema lì, non ne vengo più fuori. che delle volte sento parlare della gente che ha gli attacchi di panico. non lo so se i miei son proprio degli attacchi di panico. so solo che comincio a girare avanti e indietro per casa penso solo al mio problema che non riesco a risolvere non dormo più.
in queste settimane, un po’ capolavori, un po’ panico.

in casa mia vive anche un cane, lo sanno tutti, la ozy, me l’hanno regalata più di due anni fa è un cane di razza è una bull terrier. che sarebbe uno di quei cani che usano per i combattimenti ha la mandibola più potente al mondo invece la ozy è un cane buonissimo. non lo dico mica per dire, è proprio un cane buono. allora, in queste settimane, vado in giro con ozy, la gente ha paura del mio cane, invece dovrebbe aver paura di me.

queste storie quando si parla dei cani, ho notato, in genere raccolgono l’interesse solo delle persone che gli piacciono i cani, quelli che i cani non gli piacciono, si disinteressano immediatamente smettono di leggere.

comunque. ieri, due volte.

sono uscito la mattina sono andato con ozy alla plurisecolare mostramercato degli uccelli di serravalle, a vittorio veneto, la fanno a ferragosto, c’erano gli uccelli, ozy scodinzolava, c’eran delle poiane, ozy scodinzolava, gli scoiattoli, i rettili, le galline, i gatti africani, i dobermann, che alla plurisecolare mostramercato degli uccelli di serravalle vengono un po’ tutti, mica solo gli uccelli, ozy scodinzolava con tutti quanti. è divertente andare in giro con ozy.
a un certo punto ci è venuta fame, ero con lello potete chiedere a lui vi dice che è andata proprio così, ci fermiamo alla cassa per prendere dei panini, vicino alla cassa c’era uno che si beveva una birra con la sua morosa e con un cane grosso nero, tipo un pitbull, ozy scodinzolava al pitbull, questo qua si è messo a dirmi ebbè? allantanati che si mordono! ma con un tono, mi ha dato proprio fastidio non ci ho visto più non avevo nemmeno voglia di discutere gli ho detto io devo far lo scontrino se il tuo cane è cattivo vedi di levarti tu dai coglioni. l’ho guardato in un modo che ha capito che se diceva ancora una parola gli saltavo addosso e lo mordevo io. mi son girato per fare lo scontrino. lui si è levato dai coglioni.
poi la sera ero in giro per la plurisecolare mostra dell’artigianato a cison di valmarino, non è vero che è plurisecolare, la fanno solo da trentanni c’era pieno di gente ozy scodinzolava a tutti quanti. c’era pieno anche di forze dell’ordine, lungo il viale c’erano anche due dell’anarcotici con i cani antidroga. che si vede che alla mostra dell’artigianato la gente ci va per spaccarsi di canne io non avrei immaginato quando ero giovane fumavo le canne andavo a spaccarmi di canne nei centri sociali no alle mostre dell’artigianato. stavamo passeggiando c’era anche la duse, potete chiedere a lei vi dice che è andata proprio così, siam passati vicino a questi due dell’anarcotici, ozy scodinzolava ai cani antidroga e quello con la divisa mi dice ebbè? allontanati! che anche lì, un tono, dei modi, gli ho detto cattivo cosa c’è sto passeggiando, ti dà fastidio? e l’altro con la divisa, no sai, per evitare… per evitare cosa? gli ho detto allontanati tu, testa di cazzo. e ho tirato dritto. poi dopo mezz’ora li abbiamo incrociati ancora questi due dell’anarcotici coi cani, mi han visto arrivare, han cambiato strada.

quando non avevo ancora vent’anni vivevo coi miei genitori volevo far delle cose, mio padre c’eran delle volte che mi diceva finchè ti mantengo io decido io. e questa cosa mi faceva venire un nervosismo, mi entrava nel corpo, cominciava a spaccare tutto quello che trovava. avevo dei problemi grossi, gestire il rapporto con mio padre, che mi diceva che era lui a mantenermi, decideva lui, non ce la facevo più. sono andato via di casa ho iniziato a lavorare, a mantenermi da solo, a decidere io. poi una volta, è stato l’anno scorso, son tornato a bergamo un finesettimana mio padre aveva restaurato la macchina del nonno, che è poi la macchina che ho guidato per prima avevo sette anni, in sicilia, l’anno scorso mio padre l’ha restaurata mi ha detto allora ti va di provarla? siam partiti siamo andati a farci un giro io e lui appena fuori bergamo guidavo io, ad un certo punto eravam fermi a un semaforo l’ho guardato e per un momento mi è sembrato che avevamo la stessa faccia, che eravamo due persone uguali che stavano in una vecchia macchina a dire cose come senti che bel motore, senti come cambia bene le marce, mi è sembrato che in quel momento lì, finalmente dopo degli anni, io e mio padre avevamo fatto pace.

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