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a milano sono tutti artisti.

ieri son stato a milano son partito da casa alle quattro del mattino son tornato a casa alle tre e mezza di questa notte.

questo lo dico non tanto per fare il fissetto che sto in giro ventitrè ore e mezza, ma perchè poi non è che posso sentirmi dire aaaaah ma perchè non ti sei fatto vivo perchè non sei passato perchè non hai chiamato. son stato via ventitrè ore e mezzo non ho avuto il tempo neanche per mangiare stavo lavorando quindi non mi son fatto vivo.

e allora, si sa, io con milano ho un brutto rapporto, mi fa venire un malessere, arrivo lì sempre un po’ prevenuto. ed esser lì ieri, in questi giorni di salone del mobile, ho visto passare tanta di quella gente, una cosa che non ho potuto fare a meno di notare eran tutti vestiti addobbati in una maniera strana. che facevano tutti a gara a chi era più originale più strambo. quelli con la testa mezza rasata, quelli con la barba verniciata di rosso, quelli col completo celeste, quelli con la giacca rosa a quadretti come la tovaglia dell’osteria, quelli con gli occhiali di otto colori che neanche benetton, quelle con le scarpe a zeppa dorata, dei vestiti di colori mai visti, non sto a tirarla tanto lunga ma giusto per capire che ad un certo punto mi sanguinavano gli occhi.

che li guardavo e pensavo ma se siete tutti lì che fate a gara a chi si veste più strano per sentirvi diversi dagli altri, ma poi siete tutti vestiti strani, non c’è più gioco, non vi accorgete che siete tutti uguali, mandria di pecore.

e pensavo anche che se vi vestite così perchè poi siete degli artisti, o sembrate degli artisti, o dei designer, che anche i designer si vestono strani di solito, io un paio di artisti veri li conosco son due amici miei son bravi è gente che ha studiato che son diplomati che fanno delle mostre vivono della loro arte espongono alle biennali riaffrescano i teatri delle fenici, loro che son due artisti veri se volete ve li porto qui ve li presento, si vestono di merda. e anche quella volta che si vestono bene la domenica per andare a messa han delle mani sporche di pittura tutte rovinate che con voi non c’entrano niente, gli artisti.

e allora poi andavo a pisciare c’era l’uomo delle pulizie. un cileno. dico cileno non lo so se era cileno, aveva i tratti somatici tipici del centro america, e niente lui era vestito con dei jeans e una felpa col cappuccio, ho pensato guardalo qui l’alternativo vestito diverso. che si fa notare per il suo stile.

e poi pensavo anche ecco vedi che non son capace, che questo, col lavoro che faccio, dovrebbe essere il mio mondo, ci dovrei stare bene insieme a questa gente milanese, vedi che se ancora non sono diventato ricco sfondato un motivo c’è, è che non riesco ad esser come loro.

poi ad un certo punto mi han portato ospite a casa di un famoso dj, uno che parla in radio non vi sto a dire chi è, solo è molto famoso uno che parla in radio che nel panorama italiano è molto conosciuto e stimato siamo andati a casa sua è stato molto cortese abbiam parlato era lì tutto figo, che lui è famoso, camicia nera attillata jeans costosi lo guardavo in faccia e ne percepivo il fascino, di quest’uomo di successo molto famoso e dicevo ecco, guarda qui.

e lo guardavo e pensavo certo che però è strano cosa avrà di strano, la faccia, è strana, è pelato e va bene, ha il nasone e va bene, ma è strano, poi mi sono accorto, la barba. era tagliata in una maniera che non avevo mai visto.

stamattina son tornato a casa alle tre e mezza sono andato a dormire qualche ora poi mi son svegliato sono andato per depilarmi la testa, che ero un po’ trascurato, mentre ero davanti allo specchio mi son guardato ho detto dai che proviamo. e mi son lasciato la barba tagliata strana come questo famoso speaker radiofonico pelato col nasone con la barba tagliata strana. poi mi son vestito per uscire ho messo una camicia attillata e dei jeans costosi che ho pensato dai che ci proviamo. oggi esco di casa vestito da artista alternativo di successo. vi faccio poi sapere se funziona.

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vietato dare da mangiare alle scimmie.

ormai son passati degli annetti, c’è stato un periodo che frequentavo una signorina che abita a milano. ogni tanto la cito ancora, mica per altro, è che mi dava degli spunti di riflessione interessanti. e allora c’erano delle volte che andavo a trovarla a milano, siccome sono una brutta persona ormai lo sanno tutti le prime volte neanche me ne rendevo conto giravo con lei per le strade di milano e mi veniva da dire delle cose come oh ma che città di merda che brutta vita guarda che facce tristi i milanesi. poi veniva a trovarmi lei a vittorio veneto dove vivo, io neanche ci facevo caso giravamo per vittorio veneto le dicevo delle cose come guarda come si sta bene senti che aria buona come son buoni i tramezzini del bar mica come a milano.

dopo due tre volte che me ne uscivo con questi discorsi su quanto fa cagare milano, la signorina che frequentavo mi aveva fatto notare che non dovevo mica sentirmi in dovere di convincerla che milano fa cagare, che lei a milano ci viveva perchè milano le piace da matti e in un posto in mezzo ai monti tipo vittorio veneto ci si sarebbe spaccata le balle dopo una settimana. e quindi, niente, ho preso atto della mia cafonaggine ho imparato la lezione, le ho chiesto anche scusa, avevo poi smesso con le mie tirate che milano fa cagare, cercavo altri argomenti.

ora son qui a milano per un servizio fotografico era da un po’ che non capitavo a milano mi ero dimenticato, questa mattina sono uscito dalla tangenziale mi avvicinavo al quartiere bovisa pensavo porcocane che traffico. poi guardavo le facce della gente lungo la strada pensavo guarda che facce tristi. poi guardavo le macchine parcheggiate da tutte le parti i palazzi grigi pensavo che città di merda.

solo che a fare sti pensieri mi è tornata in mente quella volta della signorina che abitava a milano ho pensato beh, aspetta a dire che milano è una città di merda, che ci son delle persone che a milano ci abitano per loro milano è una città bellissima, puoi mica sempre fare la figura del cafone. quando sono arrivato nel posto dove dovevo andare a fotografare son sceso dalla macchina ho visto un cartello fuori da una porta mi son detto no dai è impossibile.

che poi mi son sentito in dovere di chiedere informazioni, se era una roba messa lì per ridere o se era una cosa seria. no no, mi han detto, non è lì per far ridere.

e a questo punto mi va anche bene passare per cafone.