in confidenza.
ho scoperto la masturbazione a nove anni.
in una maniera che ogni volta che ci ripenso mi vien da ridere, perchè nel mio immaginario collettivo la masturbazione è una cosa che magari la scopri perchè ti passa l’informazione qualche amico.
invece io non ne sapevo niente. nel senso, sapevo della sua esistenza, ma non sapevo nulla sulla procedura.
era un pomeriggio qualsiasi stavo facendo dei compiti di scuola avevo lì il vocabolario ad un certo punto mi son messo a cercare le parolacce. quando son capitato sulla definizione di orgia ho sentito tutto un caldino in basso, tutta un’agitazione, ed è stato lì che son diventato un ometto.
quando poi mi son reso conto che era un passatempo divertente e soprattutto che era gratis, non mi son più fermato, mi ci sono appassionato.
e a nove anni usar la fantasia non è mica facile, cosa ti vuoi immaginare che non sai nemmeno bene come è fatta una donna, ho preso dimestichezza sin da subito coi supporti visivi.
la pornografia vera e propria era chiaramente fuori portata, bisognava che mi arrangiassi un po’ con quel che trovavo. la principale fonte di ispirazione era il postalmarket, poi andavano bene anche le pagine delle pubblicità di intimo sulle riviste che giravano per casa.
comunque era una vita mica tanto facile. la voglia era tanta ma le risorse, che altro non erano che foto di modelle in mutande e reggiseno, erano parecchio limitate sia nella quantità che nell’accessibilità.
e infatti quando poi son diventato grande e a parte la masturbazione ho cominciato anche a fare del sesso con le morose, le mie prime due morose, prima una poi l’altra eran concordi nel sostenere che secondo loro ero sessuomane.
sarebbe a dire che volevo ciulare troppo.
e a me sembrava strano, anche perchè avevo alle spalle tutti quegli anni di fantasie sulle modelle in mutande e reggiseno stampate su carta, avevo idea che fosse cosa sana e naturale recuperare gli arretrati con una donna vera.
ieri sera son passato a trovare un amico, e lui tra le altre cose che fa per lavoro organizza i doposcuola per i ragazzi delle scuole medie. sono entrato nel suo ufficio mi son seduto a far delle chiacchiere lui era lì che intanto trafficava con un computer portatile ad un certo punto si è incazzato porcocane ancora youporn.
come scusa?
è il computer di uno dei ragazzi del doposcuola, stavo provando a bloccar l’accesso ai siti porno ma non ci riesco.
ah, capito. io probabilmente sarei morto.
eh?
no, dico, se quando avevo undicianni mi lasciavano per le mani un computer tutto mio con l’accesso a internet, con la pornografia gratisdata che c’è ora, è facile che mi sarei ammazzato di seghe. e per ammazzato intendo proprio come trovato morto nella mia cameretta.
una cosa intera e una lasciata a metà.
l’altro giorno stavo guardando dei filmati porno qui sul computer, ci son dei siti fatti apposta pieni di cose interessanti lo sanno tutti, ad un certo punto è saltata fuori una che aveva i peli della topa depilati con la forma del simbolo di playboy. la rivista, playboy, il coniglietto.
che quando l’ho vista mi è venuto un pensiero, che i giovani americani le prime seghe se le saran pure fatte tutti coi giornalini di playboy, mi sembra plausibile, sono americani mica per niente. io quando ero giovane playboy non lo so se esisteva. esisteva di sicuro, ma nell’edicola di monterosso non arrivava. e se anche ci arrivava non avevo i soldi per comprarlo. e nemmeno i miei amici avevano i soldi per comprare playboy. e anche ad avere i soldi, non si poteva mica tornare poi a casa col playboy sotto braccio. quindi mai avuto per le mani, quando ero giovane, un playboy da sfogliare nei momenti di autoerotismo.
allora, pensavo, nella mia iconografia dell’eros il coniglietto di playboy cesellato nei peli di topa non sortisce lo stesso effetto che sortirebbe invece in un giovane americano che si faceva le prime seghe con playboy.
solo, non lo so se in rete si trovano dei video porno con donne che si sono fatte coi peli di topa il simbolo del postalmarket.

e poi un’altra cosa, ero in giro con ginevra, poco fa, ginevra è quella di inbassoadestra la trovate nei link, ci tiene ad esser citata, stavamo parlando del più e del meno. ad un certo punto le dicevo che va beh fabrizio de andrè, però a piccole dosi, che i cantautori che sono andati avanti all’infinito a far dei testi anche bellissimi, ma su delle musiche di quattro accordi, dopo un po’ mi spacco le palle non ci posso fare nulla. e nel dirle questa cosa mi sono immediatamente reso conto che anche gli ac/dc è una vita che vanno avanti a far dei dischi con quattro accordi sempre quelli con dei testi belli quanto vuoi ma innegabilmente un po’ meno profondi di quelli di de andrè, e loro invece mi piacciono proprio tanto. che ci son cresciuto, con gli ac/dc.
e allora, non ho altro da dire a questo proposito vado a dormire che mi ha fatto notare prima ginevra che ho gli occhi lucidi. quando ero piccolo, mi son ricordato, la mia mamma mi diceva: hai gli occhi lucidi, allora hai l’influenza. sostiene ginevra che la dicono tutte le mamme, questa cosa degli occhi lucidi. allora, visto che non si arriva a trent’anni senza sapere che le mamme han sempre ragione, se ho gli occhi lucidi mi sta tornando l’influenza di sicuro meglio se mi metto sotto il piumone e se ne vadano affanculo anche de andrè e gli ac/dc.
