il senso della vita pt. II

questa cosa la scrivo per veder se nel frattempo smette di piovere. che stamattina ho lavato la macchina faceva schifo era tutto l’inverno che non la lavavo. c’era il sole l’ho lavata poi l’ho lasciata qui fuori dallo studio sotto la tettoia sono andato a fare un giro in bici son tornato ora che piove e insomma, mi spiace bagnar la macchina appena lavata stamattina dopo dei mesi che non la lavavo.

magari se perdo un po’ di tempo a scrivere smette di piovere e poi la riporto a casa ancora pulita.

e allora, cosa volevo dire, ho lavato la macchina poi sono andato al supermercato a prender delle barrette energetiche da sportivi, che era da ieri a pranzo che non mangiavo niente, ho pensato proviamo queste barrette energetiche per gli sportivi, così anche se non mangio da un po’, son dei giorni che mi sto trattando un po’ male, magari mi danno dell’energia per fare un giro in bici. ho mangiato anche una banana.

poi son partito. e siccome è un periodo di grande introspezione e di grande mancanza di eventi atletici ho pensato dai che facciam come l’altra volta che ero senza allenamento avevo anche fumato delle sigarette, andiam su in cansiglio così mi viene un bell’infarto e non ci pensiamo più.

e infatti sono andato.

e mentre andavo su avevo in testa di nuovo la stessa canzone dell’altra volta, che è anche da un po’ che non ascolto quel disco, e casualmente mi è rientrata in testa me la cantavo tra un tornante e l’altro. mancavano gli slacai sfrappolati con le castagne matte, che ormai è primavera, l’altra volta era autunno, mentre invece le riflessioni sul senso della vita erano ancora più o meno le stesse.

solo, questa volta non ce l’ho mica fatta ad arrivare in cima. a metà salita mi stava venendo un infarto sul serio ho dovuto fermarmi. poi ho provato a ripartire ma dopo dieci metri ho detto va beh. e son tornato giù.

mi è dispiaciuto tanto. che anche altre volte in passato sempre senza allenamento mi son trovato su una salita col cuore che mi saltava per aria, poi un pochino alla volta in qualche maniera arrivavo fin dove dovevo arrivare. questa volta ho rinunciato. non ho ancora deciso se dar la colpa al corpo o alla testa, proprio non so. ho rinunciato e basta.

e poi si è messo a piovere e ieri sera c’era un tempo un po’ così stavo guardando un film, ad un certo punto c’era questa battuta che diceva signorino bruce lo sa perchè cadiamo? per imparare a rialzarci.

mentre stavo tornando in studio pioveva son caduto con la bici in mezzo a una rotonda. uno di quei bei voli che ti parte la ruota davanti e finisci steso con tutta la parte sinistra del corpo che batte per terra e scivoli via e le macchine dietro che si fermano per non passarti sopra e tu che ti rialzi facendo segno alle macchine ferme che va tutto bene, che posson ripartire tranquilli.

sto bene eh, mi fa male tutto quanto, ma cammino sto bene è tutto apposto, i soliti sbreghi su gomito e ginocchio e tutta la chiappa sinistra nera. una caduta in bici normalissima, niente di mortale. solo un gran male diffuso.

e allora mentre tornavo in studio dopo la botta con la bici a mano mi è ritornata in testa quella battuta del film di ieri sera, signorino bruce lo sa perchè cadiamo? per imparare a rialzarci. e ho pensato ma porcocane è una vita che cado sempre allo stesso modo, in curva sul bagnato, mi son rialzato tutte le volte, potrei scriverci dei libri sul cadere in curva sul bagnato e poi rialzarsi.

solo che io arrivato a questo punto vorrei tanto cadere in maniera diversa, per una volta, imparare a rialzarmi in una maniera nuova.

nel frattempo ha smesso di piovere. vado a casa a disinfettarmi.

caduta-bici

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