corso online di fotografia applicata pt.III

sono andato in piazza a treviso ieri sera c’era uno spettacolo di marco paolini con mario brunello in quartetto d’archi. scusate il ritardo, si chiamava lo spettacolo.

se non sapete chi è marco paolini chi è mario brunello non è che posso sempre star qui a spiegarvi le cose, fatevi una cortesia e andate a documentarvi.

dicevo, tutto bello, paolini dopo diciotto anni che gli voglio molto bene comincia a stufarmi un pochino, la seconda parte delle robe che ha raccontato, che raccontava dello spettacolo di carmelo bene con la birra scura e il guttalax la sapevo già a memoria, ma fa niente gli voglio bene lo stesso. mario brunello che invece non l’ho mai incrociato più di tanto, purtroppo, per via del fatto che non mi era mai capitata l’occasione, ha aperto la serata con un pezzo suo, ha messo apposto tutti. una cosa grande.

ma volevo parlare di un’altra cosa. i fotografi.

che quando ho iniziato a fotografare mi capitava di andare molto spesso a fotografare eventi, concerti, spettacoli teatrali. ora un po’ meno mi chiamano in teatro tre o quattro volte all’anno. anche se la fotografia di spettacolo è una cosa che mi piace moltissimo, vorrei farne di più, ma ora non c’entra. quello che volevo dire, c’è sempre stata una regola non scritta, dice la regola non scritta che i fotografi accreditati, e solo quelli, posson stare sotto il palco a gironzolare e fotografare per dieci minuti dall’inizio della faccenda. e poi fuori dai coglioni.

che la gente dovrebbe aver diritto di veder quel che deve vedere senza i fotografi che si agitano brandendo vistosamente il settantaduecento.
e ancor di più, quelli che stan sul palco a fare il loro mestiere dovrebbero avere il diritto di fare il loro mestiere senza aver questi dieci scassapalle che gli girano davanti e dietro in continuazione. e che fotografano col flash, per dio.

da un po’ di tempo a questa parte invece è sempre peggio. mi ricordo una volta al deposito giordani a pordenone a sentire il teatro degli orrori, c’erano i fotografini arrampicati ovunque. due settimane fa al bianconiglio a sentire i cyborgs c’eran due stronzi che in un’ora di concerto avran scattato duemila foto. tutte uguali, penso, visto che i cyborgs sul palco si muovono al pari dei gatti di marmo. ma mica solo quelle volte lì, è una cosa oscena ovunque sempre da tutte le parti, mi viene un nervoso.

una roba che dico sempre ai miei corsisti, e preparatevi che tra poco i corsi ricominciano, verso la fine del corso io lo dico a tutti con queste precise parole: sappiate che mi capita di uscir di casa, di andare a teatro, ai concerti. sembro tanto buono ma dentro son cattivo. e voi che avete fatto il corso se vi trovo in giro vi riconosco, siete avvisati. se vi becco a un concerto a fotografare col flash, o se peggio ancora vi trovo a teatro che fotografate e non avete tolto il bip bip che fa bip bip ogni volta che mettete a fuoco, a me non me ne frega un tubo se siete abusivi, se siete professionisti, se avete la partita iva oppure no. io se vi becco a teatro a un concerto con il flash e col bip bip vengo lì vi prendo per un orecchio e vi faccio fare il giro della piazza a calci nel culo.

che brutto umore che ho addosso anche oggi.

SONY DSC

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