prendo su due cose.

fino a settimana scorsa tornavo a casa, pensavo, tutte le sere che tornavo dal lavoro: una casa senza un tavolo non è una casa.

per dei mesi, tornare a casa la sera far sempre lo stesso pensiero, a lungo andare è una bella svangata di maroni.

che effettivamente, in seguito all’ultima fastidiosa separazione la mia casa si è ritrovata ad essere sguarnita di tavolo e di seggiole. poco male, in fondo, quel tavolo e quelle seggiole saran state anche di un bel vintage, di uno stile anche piacevole, ma con questa casa non avevano mai legato, ad un bel momento è successo che in seguito all’ultima fastidiosa separazione son tornato a casa una sera, era sparito il tavolo.

un pomeriggio che ero in studio a fotografare mi è arrivato un messaggio sul cellulare: posso passare da casa a prender due cose? figurati, fai pure, le ho risposto. poi, bene, ho pensato tra me e me.
son tornato a casa la sera, non c’era più il tavolo non c’erano più le seggiole. ho guardato il soggiorno con tutto quello spazio vuoto, non ero preparato, a veder quel vuoto. sono entrato in camera, che tiravo delle bestemmie, ma piano, a voce bassa, in camera non c’era più nemmeno il letto. solo il materasso lasciato lì per terra.

due cose, ha preso su.

la prima roba che mi son detto, passi per il letto, ma una casa senza un tavolo non è una casa.
perchè il letto, nella mia vita, è sempre stato un oggetto inutile, da quando ho iniziato a vivere da solo, dieci anni fa, ho sempre avuto solo il materasso, che mi piace tenerlo sul pavimento, il materasso, probabilmente ci sono nel mio dna dei geni di origine giapponese, che anche in giappone tengono i materassi sul pavimento, lo fanno vedere anche nei cartoni animati, lo sanno tutti.
mia mamma, non credo che questi geni giapponesi nel mio dna vengano dal ramo della famiglia di mia mamma, che ogni volta che passava da casa mia si lamentava che non è mica possibile non avere un letto, dormire sul pavimento come le bestie.
non come le bestie, mamma, come i giapponesi, le dicevo sempre io.
forse ha delle origini giapponesi il babbo, mi sa.

allora, il tavolo l’ho poi comprato. un bel tavolo moderno, di vetro, costava anche poco, sono andato a comprarlo questa estate, me l’hanno consegnato sabato scorso. anche le seggiole, ho comprato insieme al tavolo. ho comprato anche delle altre cose, un divano per la camera, un armadio per l’ingresso, ora queste cose non c’entrano col discorso che stiam facendo.
allora, questa settimana, son due giorni che torno a casa la sera dal lavoro, entro, vedo il mio bel tavolo nuovo, moderno, di vetro, con le sue seggiole intorno, ora la mia casa è di nuovo una casa.

sempre negli ultimi due giorni, è successa anche un’altra faccenda, degna di nota. è successo che il materasso che ho in camera, per terra su dei bei tappeti rossi, che prima c’era anche il letto ora non c’è più c’è solo il materasso, questo materasso questo letto li avevamo comprati precedentemente all’ultima fastidiosa separazione, io avevo il mio lato del letto.
in seguito all’ultima fastidiosa separazione io più o meno ho continuato a dormire dal mio lato del materasso. col mio cuscino, la radiosveglia dalla parte dove dormo e compagnia bella. diciamo che ogni tanto son finito verso il centro del materasso, a dormire un po’ più largo. ma solo ogni tanto.
e allora, niente, da quando è arrivato il tavolo nuovo con le seggiole, son già due mattine che mi sveglio, apro gli occhi, mi accorgo che ho dormito sull’altro lato del materasso.

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