l’uomo delle donne degli altri.

no, perchè avendo deciso improvvisamente di redimermi e comprare finalmente un dannatissimo ipod, nell’attesa che la apple in persona si decida a recapitarmelo, nel frattempo mi son messo di buzzo buono a convertire in emmepitre decinaia e decinaia di dischi appartenenti alla mia ragguardevole collezione.
quindi, in buona sostanza, son bloccato in casa a smanettare davanti al computer.
avendo del tempo da passar qui davanti, mi son detto, dai che scrivo, tanto per cambiare. e cosa cazzo scrivo, stavolta? facciam che scrivo quel famoso post che mi ero rifiutato di scrivere un po’ di tempo fa, quello dell’uomo delle donne degli altri.

allora, da quando ho mollato la morosa all’inizio di questa estate, che mi vien da dire, viste le robe che son successe poi dopo, si stava meglio quando si stava peggio, comincia quasi a mancarmi, quella morosa lì, da quando ho mollato la morosa non son mica stato con le mani in mano. ogni tanto metto il naso fuori casa pure io, e quando lo faccio, bene o male qualche casino lo combino.
ora, non è che in questi pochi mesi abbia fatto chissà che numeri. che citando me stesso, son mica il dongiovanni, son mica il casanova. però tre o quattro tramacci li ho tirati in piedi.

non voglio stare qui a raccontare necessariamente i fatti miei con le donne, quelli non interessano a nessuno, la cosa interessante è che dalle recenti vicende mi son venute fuori delle considerazioni sociologiche interessanti

il lato sociologicamente pittoresco di questi tre o quattro tramacci che ho tirato in piedi recentemente è che tutte le volte si è trattato di donne che si trovavano, e per quel che mi è dato sapere ancora si trovano, ad esser svalvolate per l’uomo sbagliato nel momento sbagliato.

uomo che io identifico nel classico quarantenne sposato con prole, in piena crisi coniugale, di conseguenza affascinantissimo, che si trova – giustamente – un’amante e la farcisce di false promesse del tipo: eh, vedrai che entro breve trovo il coraggio di lasciarla (la moglie) e finalmente tu e io saremo liberi di amarci.

questa la situazione tipo. poi magari il quarantenne non era quarantenne con prole e moglie in crisi, ma più semplicemente un trentenne in crisi con la fidanzata, però, stringi stringi, la menata è sempre quella.

allora, ricapitolando. ci son sti uomini che son già sposati, fidanzati, in crisi, quel che è.

poi ci son le signorine, che fanno o hanno fatto la parte delle amanti e si trovano in quella situazione un po’ di merda in cui vive un’amante coinvolta. che gli amanti, di qualsiasi sesso siano, partono tutti che si ciula e basta, belli sereni e felici, poi dagli di tacco e dagli di punta, prima o poi si innamorano e cominciano a far vita di merda.
pure io ne so qualcosa, che ci son passato, quindi parlo con cognizione di causa.
dicevo, facendo vita di merda e vivendo in questa situazione in cui cominciano a starci in qualche maniera strette, le signorine amanti a lungo andare cominciano giustamente anche a guardarsi un po’ intorno, immagino con la voglia, l’istinto, magari pure inconsapevole, di salvarsi e di trovarsi altro da fare. e a questo punto sapete chi incontrano?

bravi.
il pelato con gli occhiali.

mica tutte insieme, per carità, una alla volta, mi hanno incontrato.

allora, cosa succede, succede che in veste di uomo libero, sereno, positivo e mediamente prestante, porto in giro le signorine amanti di qualcun altro, all’inizio inconsapevolmente, poi consapevolmente, del fatto che son svalvolate per un altro che le fa in qualche misura soffrire. e a forza di passarci del tempo, di farle ridere, di farle stare bene, qualcosa poi succede.
insomma, è normale. le capisco anche, ste povere donne, son lì che non ne possono più di sti qua in crisi coniugale, che le fanno vivere di merda, quando poi trovano un pelato simpatico, cosa vuoi, un po’ per ripicca, un po’ per reale necessità, prima o poi gli scappa anche di concedersi.

una cosa che mi vien da dire, io non lo so se son particolarmente fuori dal mondo, però se devo pensare alla mia esperienza di vita, le volte che stavo male per una donna, con gli strascichi dolorosi e compagnia bella, sarà anche poco carino ammetterlo, ma io sta donna che mi faceva stare male riuscivo a togliermela dalla testa solo quando mi capitava di trovare un’altra donna capace di farmi stare bene. a quel punto riprendevo coraggio, in qualche maniera cancellavo, col tempo eh, mica di botto, quella che mi faceva stare male e ricominciavo a stare bene con quella che mi faceva stare bene.
insomma, mi pare anche normale.

allora, il primo processo mentale sociologico, che vien fuori da tutta sta faccenda è:
ma insomma, sta qua che ho portato in giro fino ad ora, che con me ci sta bene, che limoniamo, magari ciuliamo anche, quel che è, le verrà anche naturale levarsi pian piano dalla testa quello che la fa stare male, e forza di stare bene con me vedrai che approfondiamo un minimo il rapporto, vien fuori anche una cosa un po’ carina, anzichè ciulare e limonare e basta, che così mi sembra di fare io la parte dell’amante, non mi piace proprio, come ruolo, farei volentieri a meno.

il primo processo mentale sociologico si è rivelato sbagliato. e di brutto.

il secondo processo mentale sociologico è:
ma questa qui, che ha perso la testa per uno che insieme a lei sta facendo delle gran corna alla sua fidanzata, o alla moglie sua ufficiale, a questa qui non le passa per l’anticamera della testa che se il suo sogno d’amore dovesse realizzarsi, poi si ritroverà ad essere a sua volta una fidanzata o una moglie di un uomo che non si fa, mi pare evidente, troppi problemi a riempirla poi di corna?

la risposta è no. non le passa per la testa. e se le passa per la testa, convive benissimo con questo pensiero. inspiegabilmente. e in culo all’emancipazione femminile, tra l’altro, ma tant’è.

il terzo processo mentale è:
ma io, che per limonare e ciulare a casaccio posso anche essere di bocca buona, la brutta della festa la riporto a casa sempre volentieri, ma per innamorarmi un pochino poi divento invece molto selettivo, posso considerarmi disposto a perdere la testa per delle donne talmente rincoglionite da non riuscire a uscire con un minimo di razionalità dal clichè dell’amante repressa e maltrattata da un uomo di merda?

la risposta è manco per il cazzo, grazie, ma preferisco passar la mano, ci pensi qualcun altro a salvarle.

quarto e ultimo processo mentale sociologico:
boiacane, ma le trovo tutte io le amanti incasinate?

a quanto pare sì. speriamo che passi sto periodo di merda, che comincio a non poterne più.

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