casa.

son due settimane che casa è un disastro. il divano è diventato una succursale del cesto dei panni sporchi. lo stendino nel bagno piccolo del ghera è diventato una succursale dell’armadio. in cucina ci son piatti non lavati, bottiglie di birra vuote, bollette da pagare e corrispondenza varia sul tavolo, scarpe dappertutto tranne che nella scarpiera. la tuta della moto è ancora sul divano grande. anche le chitarre, ce ne son due sulla rastrelliera, un’altra l’ho trovata nel bagno rosa, un’altra che ci ho suonato sabato scorso è ancora ferma nell’ingresso, stanotte mi son girato nel letto, ho sentito una roba dura puntata su un fianco, la stratocaster bianca, nel letto insieme a me. si vede che si sentiva sola anche lei, cercava compagnia. dovrei anche cambiar le lenzuola, tra l’altro. il tavolo del computer, appunti sparsi in giro, cd, altre bottiglie vuote. l’amplificatore della chitarra è in mezzo alla stanza, ci sbatto contro ogni mattina, mica lo tiro in parte.
che quando vado a casa dei miei amici, delle mie amiche, mi stupisco sempre che le loro case rispetto alla mia sembran più vissute, son piene di cose, anche in disordine, son belle da vedere.
solo, nelle ultime due settimane qui sta andando veramente un po’ tutto allo sfascio. ogni sera che torno dal lavoro mi guardo intorno, mi viene un senso di straniamento, mi viene l’istinto di girare i tacchi trovare qualcosa da fare fuori, tornare poi più tardi. che poi in effetti il più delle volte è così, che per fortuna c’è altro da fare fuori, e allora sto un po’ con ozy e lemmy che scodinzolano, poi doccia, poi esco.
e quando non c’è altro da far fuori, sto qua, mi guardo intorno, non ce la faccio a tirarmi su e cominciare a mettere ordine, pulire un po’. magari poi domenica pulisco, penso.

allora, ci ho fatto caso, da due settimane la mia testa è uguale a casa mia. le cose che ci son dentro son sempre le stesse di prima, solo, son tutte sparse in giro. che quando entro dentro la mia testa, mi viene un senso di straniamento, mi viene l’istinto di girare i tacchi trovare qualcosa da fare fuori.
magari poi domenica pulisco, penso.

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