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sulla merdizzazione interiore pt.II

venerdì sono andato con la gine a sentire un concerto in provincia
suonavano dei nostri amici che dal vivo con questa formazione non li avevo mai sentiti, siamo andati.

è successo che questi amici io non lo sapevo non eran lì a fare il loro concerto e basta, erano in realtà lì per aprire ad un altro gruppo che veniva su da perugia.
gli amici han suonato, bravi, han fatto la loro porca figura, poi son smontati dal palco e quelli che dovevano suonare dopo han cominciato a prepararsi. che a vederli così mentre si preparavano questi qui del gruppo dopo ero lì che pensavo, mah. che giovani che sono. che facce che hanno. mah.

e poi han cominciato a suonare son rimasto di stucco. che una botta così ad un concerto in provincia io ero da un sacco che non la sentivo.
adesso dovrei scriver tutta la parte in cui dico che il pubblico sapeva i pezzi a memoria e la gente saltava e pogava e io e la gine eravamo lì in parte e lei mi guardava e mi diceva ma chiccazzo sono questi? e io le rispondevo come cacchio è che son famosi e io non so manco come si chiamano? e già che son qui dovrei scrivere anche che tra tessera arci ingresso birre schifose che fan venire il malditesta a cinque euro l’una e disco del gruppo perugino ero partito con settanta euro nel portafoglio son tornato a casa con cinque.

e poi niente il cantante ha detto bon il prossimo pezzo parla degli alberi. parla degli alberi e dice sostanzialmente che gli alberi son sempre lì uguali a sè stessi, per tutta la vita restano degli alberi e basta. mica come le persone, come noi, che più andiamo avanti e più diventiamo degli stronzi.